Compagna per Sua Altezza

Download <Compagna per Sua Altezza> for free!

DOWNLOAD

Capitolo 6: Cos'è tutto questo trambusto?!

Il punto di vista dell'Alpha Roland:

Mi presi un istante per inquadrare la situazione prima che la Matrona, in piedi nella stanza, prendesse la parola. Abbassai lo sguardo sulla serva ai miei piedi; lei lo sollevò appena e, rendendosi conto di chi avesse di fronte, tornò a fissare il pavimento, tremando di paura. Faceva bene a temere la mia presenza. Alla servitù non era in alcun modo permesso guardare l'Alpha negli occhi e, non appena mi aveva riconosciuto, si era affrettata a chinare il capo per assicurarsi di non posare mai più lo sguardo sul mio viso.

«Mi dispiace immensamente, Alpha» intervenne subito la Matrona, nel tentativo di distogliere la mia attenzione dalla ragazza rannicchiata accanto alla sedia rotta. «La serva è stata maldestra e ha fatto cadere la sedia, rompendola. Me ne occuperò io, personalmente.»

Credi davvero che una serva possa essere così stupida? (domandò Rex, prima di aggiungere un'altra considerazione). A questo punto dovrebbero aver imparato a non mettersi contro di te.

Non ne sono certo, ma in questo momento non ho tempo di andare a fondo della questione. Sua Altezza sta arrivando, ed è questa la priorità su cui devo concentrarmi prima di dover avere a che fare con Lui. (Gli risposi).

Non ero del tutto convinto della spiegazione della Matrona, né se fosse la verità o meno. Per quanto riguardava la servitù, tutti sapevano che sarebbero stati puniti severamente se avessero rotto qualcosa nella casa del branco. Non guadagnavano abbastanza per ripagare i danni, e di conseguenza avrebbero subito la giusta punizione. Tuttavia, in quel momento avevo troppi pensieri per la testa per prendermi la briga di intervenire in una questione così irrilevante, per quanto non mi sarebbe dispiaciuto affatto occuparmene di persona.

Quella serva in particolare sembrava aver proprio bisogno di una bella lezione, visto che era la mia sedia a giacere in pezzi sul pavimento. Ciò nonostante, l'ultima cosa che volevo era prendere in mano la situazione, specie quando avevo faccende ben più pressanti a cui pensare. Feci in modo di mettere subito in chiaro che la Matrona avrebbe dovuto occuparsene immediatamente, così da risparmiarmi il disturbo.

«Risolvi questo problema prima che lo faccia io» dissi ad alta voce, facendo un passo in avanti.

«Immediatamente, Alpha» rispose la Madre alle sue parole, aspettando che se ne andasse. Non appena fu fuori dalla sua visuale, riversò la sua furia su di me ed esclamò: «Non ho intenzione di occuparmi di questa storia proprio oggi!»

Nel pronunciare la mia ultima frase, lasciai vibrare un basso ringhio nella voce per far capire la gravità della situazione. Poi spiegai il motivo per cui non avrei preso parte alla punizione della serva. Mi sarebbe piaciuto moltissimo occuparmi di nuovo della disciplina di un servo, ma volevo assicurarmi che lei capisse cosa c'era in gioco oggi. Gran parte della servitù non era ammessa a certe conversazioni, né veniva informata dell'arrivo di eventuali ospiti alla casa del branco. Volevo che quella ragazzina comprendesse l'errore che aveva commesso e il motivo della sua punizione, che, ne ero certo, sarebbe arrivata poco dopo la mia uscita di scena.

«Sua Altezza arriverà oggi, e non voglio che ci sia nulla fuori posto» dissi, abbassando di nuovo lo sguardo su di lei, per poi rialzarlo sulla Matrona, in piedi a poca distanza.

«Immediatamente, Alpha» rispose la Matrona con un inchino, prima che mi voltassi per uscire dalla stanza e dirigermi verso il mio studio, in attesa che arrivasse l'ora della colazione.

Uscendo dalla sala da pranzo, mi assicurai di proseguire lungo il corridoio. A quanto potevo sentire, non c'erano altri trambusti, così decisi di salire la scalinata in fondo, che conduceva agli uffici del piano superiore e dritto al mio studio. Arrivato alla porta, la aprii, entrai e me la chiusi alle spalle in fretta e in silenzio. Non vedevo l'ora di godermi un momento di pace e tranquillità, prima di dover uscire per sbrigare le mie mansioni quotidiane.

Quando fui pronto, mi diressi dritto alla mia scrivania senza ulteriori interruzioni. Con mia grande soddisfazione, riuscii finalmente a sedermi e ad afferrare una cartellina abbandonata proprio al centro del ripiano. Immaginai che fosse stata messa lì da uno di quegli sventurati servitori che ignoravano il fatto che non tollerassi documenti piazzati nel mezzo della mia scrivania. Persino il mio Beta sapeva che i fascicoli andavano messi in un'apposita sezione laterale, non al centro.

Avevo regole precise su come dovessero essere gestite le cose nel mio studio. I servitori, dal canto loro, non sembravano farci caso, e la cosa mi dava davvero sui nervi. Questo è l'ennesimo motivo per cui non mi dispiace affatto prendere parte ai "trattamenti" dei servitori di tanto in tanto. Ad ogni modo, aprii il fascicolo e iniziai a leggere i documenti che conteneva. Senza quasi rendermene conto, mi persi nei miei pensieri mentre esaminavo le carte che avevo davanti.

Non era del tutto insolito sentire un ringhio o un boato occasionale echeggiare per i corridoi di quel vecchio castello logorato dal tempo. Tuttavia, fu allora che percepii qualcosa di un po' più potente del solito ringhio che risuonava per le varie sale e i corridoi di quell'antico edificio. Quel particolare boato sembrò far tremare le pareti stesse del castello. Dava l'impressione di provenire dalle viscere più profonde delle segrete.

Non ero del tutto sicuro di cosa fosse o di chi potesse averlo causato. Tuttavia, quando lo udii una seconda volta, scattai in piedi, in attesa che qualcosa o qualcuno irrompesse dalla porta. Rimasi lì, aspettando, eppure non accadde nulla. Che sta succedendo? Da dove veniva? Chi poteva aver provocato un simile boato? Poi ci riflettei per un altro istante. Quello non era un ringhio comune.

'Pensi davvero che il branco si stia di nuovo azzuffando nelle segrete? Di solito lo fanno più tardi.' (chiese Rex, confuso.)

Non è esattamente ciò che mi aspettavo nel giorno in cui il Re Alpha doveva presentarsi. Eccomi qui, a cercare di prepararmi per la riunione d'affari prevista per più tardi. E ora mi tocca indagare su una rissa a caso nelle segrete. Solo che, quando arriverò laggiù, a loro non piacerà affatto quello che avrò da dire in proposito. Qualcuno pagherà per questo errore, ma chi?

'Non ne sono del tutto sicuro. A volte sono rumorosi, ma questo... Questo è un po' estremo per una semplice zuffa.' (gli risposi infine.)

Decisi di andare alla porta e aprirla per tendere l'orecchio. Rimasi immobile per un momento, in ascolto, cercando di percepire se ci fosse qualcosa di insolito. All'inizio non sentii nulla, così continuai a restare fermo in ascolto per qualche altro istante. Fu allora che udii qualcosa che non mi aspettavo. Quasi mi sbattei la porta contro il lato della testa, incapace di indietreggiare abbastanza in fretta. Cosa aveva prodotto quel suono? Un momento, era troppo presto per l'arrivo di Sua Altezza... o almeno così credevo.

Previous Chapter
Next Chapter